Kindo Oggi

Tre cose che vale la pena leggere oggi
Lunedì 2 novembre 2026Italia

Oggi parliamo di registro elettronico, di come proteggere i più piccoli dalla bronchiolite e delle settimane che seguono il parto.

Un portatile aperto sul registro elettronico, accanto una carta d’identità e una chiave

Scuola · Tutte le età

Se il registro elettronico non ti fa più entrare, ora servono SPID o CIE

Se stamattina provi a controllare compiti e voti con la solita password, potresti trovare la porta chiusa. Una legge del dicembre 2025 stabilisce che al registro elettronico si accede solo con SPID o con la Carta d’identità elettronica, e molte scuole stanno spegnendo le vecchie credenziali proprio in queste settimane: alcune dal 1° novembre, altre a metà mese.

C’è anche un’altra novità. All’infanzia, alle elementari e alle medie il registro è riservato ai genitori: i ragazzi non hanno più un account proprio, e voti e comunicazioni arrivano a loro attraverso di voi.

Attenzione alla data: ogni scuola decide la sua, quindi conviene cercare la circolare sul sito dell’istituto. Per i figli che vanno alle superiori esiste anche lo SPID per minori, che si attiva da un genitore.

Leggi su Orizzonte Scuola · Un esempio di circolare


Anche oggi

Un neonato che dorme avvolto in una copertina, accanto uno scudo verde

0–1 anno · Salute

Bronchiolite: per i bimbi nati da aprile c’è una dose che protegge tutto l’inverno

Con novembre entra nel vivo la stagione della bronchiolite. Il virus respiratorio sinciziale, che ne è la causa principale, è anche il primo motivo di ricovero per i neonati.

Oggi si può proteggerli con un anticorpo monoclonale: una sola iniezione nella coscia, gratuita e volontaria, che copre per circa cinque o sei mesi. Chi nasce in questi mesi lo riceve in genere al punto nascita, prima di tornare a casa. Per i bimbi nati in primavera o in estate ci si rivolge al pediatra o al centro vaccinale.

Attenzione alle date: ogni regione ha il suo calendario. In Lombardia, per esempio, i nati dal 1° aprile al 31 agosto 2026 lo ricevono dal pediatra o ai centri vaccinali. Se il pediatra non ti ha ancora chiamata, puoi chiedere tu.

Fonte: Regione Lombardia · Regione Emilia-Romagna

Una mamma con il suo neonato in braccio, sostenuta da altre mani

Neomamme · Approfondimento

Quando nasce un bambino nasce anche una madre, e ha bisogno di qualcuno accanto

Il neonato lo si pesa, lo si controlla, lo si festeggia. Alla madre spesso si chiede di sapere già tutto. Da qui parte Francesca Bubba, attivista che da anni segue una rete di mamme, in un’intervista a Vanity Fair.

Racconta cosa le scrivono le donne nei mesi dopo il parto: la stanchezza, la sensazione di diventare invisibili, la solitudine che si prova anche dentro una coppia, un senso di colpa che non se ne va. Le nonne avevano intorno madri, zie e vicine; oggi quella rete spesso manca, ma ci sono le parole per dire come si sta.

Da questa esperienza è nata una proposta di legge, presentata alla Camera il 27 ottobre con la deputata Gilda Sportiello: un’ostetrica a casa entro 48 ore dalle dimissioni, poi pediatra e psicologo accanto alla famiglia nei primi tre anni.

Leggi su Vanity Fair · Fonte: ANSA