Per tutte
Le foto in costume di ieri sera: prima di pubblicarle, una faccina può bastare
Il telefono è pieno di streghe e fantasmini, e viene voglia di condividerli. Il Garante della privacy, in un vademecum per Halloween, invita a pensarci un momento.
Una foto pubblicata sui social può restare online a lungo, essere scaricata da sconosciuti o finire nei sistemi di intelligenza artificiale. E toglie ai figli la possibilità di decidere, da grandi, come mostrarsi.
Se scegli di pubblicare, il Garante suggerisce di limitare la visibilità ai soli amici e di rendere il viso irriconoscibile, anche solo con un’emoticon sopra. Se nella foto ci sono altri bambini, meglio chiedere prima ai loro genitori. Vale anche per le chat di classe: dove possibile, si può usare l’opzione “Visualizza una sola volta”.
Leggi su ANSA · Fonte: Garante Privacy
Figli che crescono · Approfondimento
Parlare della morte ai bambini, con parole diverse a ogni età
Domani è il giorno dei defunti, e magari si va al cimitero dai nonni. Può essere il momento in cui arriva una domanda che spiazza.
Una psicologa di VIDAS, l’associazione milanese che accompagna i malati inguaribili e le loro famiglie, descrive come cambia la comprensione della morte crescendo. Fino ai tre anni il bambino sente soprattutto la tristezza intorno a sé e ha bisogno di vicinanza. Tra i tre e i sei anni può pensare che chi è morto prima o poi tornerà, e fa molte domande. Più avanti la morte diventa definitiva, e il dolore a volte si mostra come rabbia.
Il filo che unisce le età è la sincerità: risposte vere, semplici, e la possibilità di vedere anche gli adulti piangere. Spesso basta ascoltare, perché sono i bambini a indicare la strada.
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