Oggi parliamo di dove i ragazzi cercano risposte sul sesso, di dolcetti di Halloween per i più piccoli e di litigi in coppia.
Figli che crescono · Medie e superiori
Se nessuno ne parla, i ragazzi imparano il sesso dal web
Dove cerca risposte un ragazzo che ha domande sul sesso e non sa a chi farle? Spesso su Google o in un chatbot e, per quasi uno su tre, solo nei video porno.
Lo racconta un’indagine Ipsos Doxa per Medici del Mondo su mille giovani tra i 16 e i 25 anni, presentata il 28 ottobre a Milano. Il 71% vorrebbe che fosse la scuola a occuparsi di educazione sessuale e affettiva, mentre solo il 18% si è mai rivolto a un medico. Sono gli stessi ragazzi a dire che il porno crea aspettative irrealistiche.
Per chi ha figli alle medie o alle superiori c’è un aspetto pratico: con la legge approvata in giugno, queste attività a scuola richiedono il consenso scritto dei genitori. Intanto la Cassazione ha dato il via libera al referendum per abrogarla, che ora passa all’esame della Corte costituzionale.
Leggi su Corriere Scuola · Fonte: ANSA
0–5 anni
Halloween con i più piccoli: quali dolcetti mettere da parte
Domani sera qualche bambino tornerà a casa con il sacchetto pieno. Prima di aprirlo insieme, conviene fare una piccola selezione.
Le linee di indirizzo del Ministero della Salute sulla prevenzione del soffocamento da cibo indicano caramelle dure e gommose, gelatine, marshmallow, gomme da masticare e popcorn tra gli alimenti da rimandare fino ai 4-5 anni. Frutta a guscio e semi interi sono sconsigliati fino ai 4 anni circa.
Quando i dolcetti arrivano in tavola valgono le regole di sempre: bambino seduto, un adulto vicino, niente corse o risate con la bocca piena. Se in casa c’è un’allergia alimentare, meglio leggere l’etichetta anche delle marche già note, perché i formati mini possono avere ingredienti diversi.
Fonte: Ministero della Salute · Leggi su HealthyChildren (in inglese)
Relazioni · Approfondimento
Litigare davanti ai figli: quello che conta è come si fa pace
Capita a tutte le coppie: una discussione in cucina mentre i bambini colorano lì accanto. Cosa ne resta a loro?
Secondo la pedagogista e mediatrice familiare Cristina Veronese, intervistata da D la Repubblica, i figli imparano più da come gli adulti stanno insieme che da quello che dicono. E non è l’assenza di conflitti a farli sentire al sicuro: è vedere che una frattura si può attraversare senza rompere il legame.
Più difficile è il conflitto che resta muto, fatto di silenzi e tensione senza parole. Veronese lo paragona a un film muto, in cui il bambino riempie da solo i vuoti, a volte con fantasie spaventose o con l’idea di esserne la causa. Assistere a un chiarimento, anche quando le opinioni restano diverse, gli insegna che si può non essere d’accordo e continuare a volersi bene.
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