Kindo Oggi

Tre cose che vale la pena leggere oggi
Giovedì 29 ottobre 2026Italia

Oggi parliamo di cosa cambia per i genitori con la nuova manovra, di sonno dei neonati e di come spiegare l’autismo ai bambini.

Una mamma con un neonato in braccio accanto a una finestra, sul tavolo un laptop chiuso e un biberon

Soldi · Lavoro

Più mesi di congedo pagato e un salvadanaio per chi nasce dal 2027

Se aspetti un bambino o hai figli sotto i sei anni, la manovra approvata ieri dal Consiglio dei ministri ti riguarda.

Il congedo parentale pagato all’80% dello stipendio sale da tre a quattro mesi, a cinque per il secondo figlio e a sei dal terzo. Per i genitori che lavorano in proprio arriva un voucher fino a 500 euro al mese, per tre mesi, da spendere in baby-sitter o servizi per l’infanzia. Il bonus mamme per chi ha almeno due figli e un reddito fino a 40.000 euro diventa strutturale. E per ogni bambino nato dal 2027 l’INPS aprirà una specie di salvadanaio con 100 euro l’anno dallo Stato fino ai 18 anni.

Attenzione: è il testo del governo. Ora passa al Parlamento, dove può ancora cambiare.

Fonte: comunicato del Consiglio dei ministri · Leggi su ANSA


Anche oggi

Una culla semplice con un materasso liscio, senza cuscini né peluche, in una stanza dalla luce tenue

0–1 anno

Come mettere a dormire un neonato in modo sicuro

Quando si torna a casa con un neonato, le domande sul sonno sono tante. Eppure, secondo un’indagine dell’associazione SUID&SIDS Italia, quasi un genitore su due non ha ricevuto indicazioni sul sonno sicuro alla dimissione.

Per colmare questo vuoto l’Ospedale Mauriziano di Torino ha avviato Baby Safe Check, un progetto che spiega le regole ai genitori con immagini semplici da riguardare a casa. L’obiettivo è portarlo in tutta Italia.

Le regole di base: bambino a pancia in su, materasso rigido, niente cuscini, peluche o paracolpi nel lettino, un sacco nanna al posto delle coperte e la stanza intorno ai 20 gradi. Nel primo anno meglio la sua culla nella camera dei genitori. Nel Corriere trovi l’elenco completo.

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Cubetti e palline colorate di legno mescolati su un banco di scuola

Scuola · Primaria · Approfondimento

Se in classe c’è un compagno autistico, cosa rispondere alle domande dei figli

«Perché non parla?», «Perché si tappa le orecchie?». Prima o poi molti bambini tornano da scuola con domande così su un compagno.

La psicoterapeuta Elisa Canavese, intervistata dal Corriere, osserva che i bambini sanno accogliere le differenze con naturalezza, soprattutto quando qualcuno gliele spiega. Spesso sono gli adulti a fare più fatica.

Per i più piccoli usa un’immagine: nel mondo ci sono sferette e cubetti, e i cubetti hanno qualche spigolo. Chi si copre le orecchie sente i rumori più forte degli altri; chi esplode ha superato il limite di ciò che riesce a sopportare. Capire il perché di un gesto, spiega, aiuta i compagni a non averne paura e, spesso, a dare una mano.

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