Kindo Oggi

Tre cose che vale la pena leggere oggi
Domenica 25 ottobre 2026Italia

Oggi parliamo di ragazzi che si chiudono in camera, di famiglie che curano i figli lontano da casa e di ciò che ereditiamo.

Una cameretta di giorno con la porta socchiusa, una scrivania con uno schermo acceso e una finestra luminosa

Figli che crescono · Medie e superiori

Quando un ragazzo si chiude in camera e lo schermo prende spazio

Se tuo figlio passa sempre più ore chiuso in camera, tra telefono e videogiochi, è naturale chiedersi quando un’abitudine diventa un segnale.

Ascoltato dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, il ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche Antonio Tintori ha anticipato alcuni risultati di un’ampia indagine sui ragazzi italiani. Due quattordicenni su dieci passano online più di quattro ore al giorno, e quasi sei su cento vivono da mesi una forma di ritiro sociale: escono poco e vedono sempre meno gli amici.

Per Tintori mettere limiti ai social è giusto, ma non basta: serve insegnare ai ragazzi a usare la tecnologia, e qui contano scuola e famiglia.

Attenzione: sono i primi risultati di una ricerca più ampia. Nell’articolo trovi anche i dati sui bambini di otto anni.

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Anche oggi

Una casa accogliente con le finestre accese e una valigia sul vialetto

Salute · Famiglie

Se un figlio deve curarsi lontano, serve anche un posto dove stare

Cosa succede quando l’ospedale giusto per tuo figlio è a centinaia di chilometri da casa? Il Corriere racconta due famiglie che l’hanno vissuto per mesi.

La mamma di Paolo, due anni, da Matera ha seguito il figlio fino all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, per un intervento e una lunga terapia intensiva. Il papà di Maria, dieci anni, è rimasto quattro mesi a Milano mentre la figlia veniva operata all’Istituto neurologico Besta.

In entrambe le città una stanza in affitto costava troppo. La differenza l’hanno fatta le case di accoglienza: quella del Bambino Gesù per le famiglie che arrivano da fuori e CasAmica, associazione di volontari con case in Lombardia e Lazio. Lì hanno trovato un letto e altri genitori con cui condividere le giornate.

Attenzione a chiedere presto: il papà di Maria si è informato in ospedale sulle strutture convenzionate appena ha capito che il ricovero sarebbe stato lungo.

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Un albero con le radici in vista e tre piccoli uccelli tra i rami

Per tutte · Approfondimento

Quello che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, e cosa scegliamo di passare

«Devi essere forte», «non dare fastidio», «da noi si è sempre fatto così». Capita di ritrovarsi a ripetere ai figli frasi sentite da bambine, quasi senza accorgersene.

Olivia Ninotti, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, scrive sul Corriere che dalla famiglia ereditiamo molto più dei geni: lingue, ricette, gesti, e soprattutto il modo in cui i nostri genitori reagivano alla paura, agli errori, alla malattia. Un bambino lo impara prima ancora di parlare, da come l’adulto accanto a lui si spaventa o lo consola.

Invita anche alla prudenza sull’idea, molto diffusa, che le ferite dei genitori si scrivano nel Dna dei figli: nell’uomo le prove restano limitate. Quello che passa davvero viaggia nei racconti, nei silenzi, nelle abitudini di casa.

Nessuno ricomincia da zero, ricorda. Ma ci si può accorgere che una paura viene da più lontano, e scegliere cosa tenere e cosa lasciare andare.

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