Kindo Oggi

Tre cose che vale la pena leggere oggi
Mercoledì 21 ottobre 2026Italia

Oggi parliamo di un aiuto per le mamme che lavorano, di come ascoltare i bambini e del lavoro di casa che non si vede.

Un tavolo di cucina al mattino: un calendario appeso con un giorno segnato, una busta, una tazza fumante e due paia di scarpine

Lavoro · Mamme con due o più figli

Se lavori e hai almeno due figli, ora puoi chiedere il bonus mamme

Se lavori, da dipendente o in proprio, e hai almeno due figli, da questa settimana puoi chiedere il nuovo bonus mamme. L’INPS ha aperto il servizio online: sono 60 euro per ogni mese di lavoro nel 2026, fino a 720 euro, pagati tutti insieme a dicembre.

Con due figli serve che il più piccolo non abbia ancora dieci anni; con tre o più, che non ne abbia ancora diciotto. Il reddito da lavoro non deve superare i 40.000 euro l’anno, e le lavoratrici domestiche restano escluse. La somma non fa reddito e non conta per l’ISEE.

La domanda si presenta entro il 31 dicembre sul sito dell’INPS con la tua identità digitale, oppure con un patronato o chiamando il numero verde 803.164. Attenzione: le domande vengono esaminate in ordine di arrivo, e se la pratica non si chiude in tempo il pagamento slitta a gennaio. Con tre figli e un contratto a tempo indeterminato vale un’altra regola: nella pagina dell’INPS trovi i dettagli.

Leggi su INPS · Leggi su ANSA


Anche oggi

Un tappeto con una torre di cubetti di legno colorati, pastelli e un disegno di una casetta con il sole

Figli piccoli · Approfondimento

Ascoltare un bambino è un po’ come imparare una lingua nuova

Quando un figlio fa i capricci, dorme male o disegna sempre la stessa scena, il primo pensiero spesso è: dove ho sbagliato? Maurizio Andolfi, neuropsichiatra infantile e pioniere della terapia familiare, propone di cambiare domanda.

Nel libro «Il piccolo maestro» (Raffaello Cortina) descrive i bambini come osservatori attentissimi della famiglia: vedono gli umori dei genitori, i loro conflitti, il rapporto con i nonni. Ascoltarli, dice, è come imparare una lingua straniera: bisogna mettere da parte il modo di pensare adulto e passare dal loro linguaggio, che è il gioco, il corpo, i gesti.

Per questo suggerisce di giocare davvero con loro, non solo di guardarli giocare, e di evitare le bugie dette per proteggerli. E di togliere la parola colpa dal vocabolario di casa: sbagliare da genitori è inevitabile, e dagli errori si impara.

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La porta di un frigorifero piena di foglietti colorati fermati da calamite

Coppia · Per tutte · Approfondimento

La lista nella testa: dividersi le cose da ricordare, non solo da fare

La visita dal pediatra da prenotare, il registro elettronico da controllare, il detersivo che sta finendo. Anche quando in casa ci si dividono le faccende, spesso resta a una sola persona il compito di ricordare, prevedere e controllare.

Un articolo di iO Donna, partendo da uno studio pubblicato sulla rivista PLOS One, spiega perché questo lavoro invisibile pesa tanto: non finisce mai, non si vede e va continuamente spiegato agli altri. Chiedere «cosa devo fare?» è un inizio, ma non basta.

Tra le proposte raccolte, una è molto concreta: chi prende un compito ne segue tutto il giro. Fare la spesa vuol dire anche sapere cosa manca e quando servirà di nuovo. Aiutano anche quindici minuti a settimana per guardare insieme i giorni che arrivano, scelti in un momento tranquillo e non a fine giornata.

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