Figli piccoli · Approfondimento
Ascoltare un bambino è un po’ come imparare una lingua nuova
Quando un figlio fa i capricci, dorme male o disegna sempre la stessa scena, il primo pensiero spesso è: dove ho sbagliato? Maurizio Andolfi, neuropsichiatra infantile e pioniere della terapia familiare, propone di cambiare domanda.
Nel libro «Il piccolo maestro» (Raffaello Cortina) descrive i bambini come osservatori attentissimi della famiglia: vedono gli umori dei genitori, i loro conflitti, il rapporto con i nonni. Ascoltarli, dice, è come imparare una lingua straniera: bisogna mettere da parte il modo di pensare adulto e passare dal loro linguaggio, che è il gioco, il corpo, i gesti.
Per questo suggerisce di giocare davvero con loro, non solo di guardarli giocare, e di evitare le bugie dette per proteggerli. E di togliere la parola colpa dal vocabolario di casa: sbagliare da genitori è inevitabile, e dagli errori si impara.
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Coppia · Per tutte · Approfondimento
La lista nella testa: dividersi le cose da ricordare, non solo da fare
La visita dal pediatra da prenotare, il registro elettronico da controllare, il detersivo che sta finendo. Anche quando in casa ci si dividono le faccende, spesso resta a una sola persona il compito di ricordare, prevedere e controllare.
Un articolo di iO Donna, partendo da uno studio pubblicato sulla rivista PLOS One, spiega perché questo lavoro invisibile pesa tanto: non finisce mai, non si vede e va continuamente spiegato agli altri. Chiedere «cosa devo fare?» è un inizio, ma non basta.
Tra le proposte raccolte, una è molto concreta: chi prende un compito ne segue tutto il giro. Fare la spesa vuol dire anche sapere cosa manca e quando servirà di nuovo. Aiutano anche quindici minuti a settimana per guardare insieme i giorni che arrivano, scelti in un momento tranquillo e non a fine giornata.
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