Kindo Oggi

Tre cose che vale la pena leggere oggi
Martedì 20 ottobre 2026Italia

Oggi parliamo delle settimane dopo il parto, degli occhi dei bambini e di cosa può esserci dietro un figlio che non studia.

Un ingresso di casa nella luce del mattino: la porta socchiusa, una borsa da ostetrica su una panca, una tazza di tè e una copertina su una poltrona

Neomamme · 0–3

Dopo il parto, qualcuno che bussi alla porta e chieda come stai

Si torna a casa dall’ospedale con un neonato in braccio e, spesso, con tante domande e poche persone a cui farle. Una proposta di legge, «La genitorialità non nasce da sola», vuole cambiare proprio quel passaggio: la deputata Gilda Sportiello e l’attivista Francesca Bubba la presenteranno alla Camera il 27 ottobre.

Il testo prevede una prima visita dell’ostetrica a casa entro 48 ore dal rientro, poi altre nei mesi successivi, e un pediatra e uno psicologo accanto alla famiglia nei primi tre anni del bambino. Chiede anche un controllo della salute della madre per tutte, consultori più forti e che l’assistenza dopo il parto diventi una cura garantita ovunque dal servizio sanitario.

Per ora è una proposta, e il suo percorso in Parlamento comincia adesso. Nell’intervista Bubba racconta la stanchezza e la solitudine che tante madri le descrivono, anche dentro la coppia.

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Anche oggi

Un paio di occhialini tondi su un libro illustrato aperto, sul davanzale di una finestra che dà su un parco d’autunno

Salute · Scuola primaria e medie

Un controllo della vista serve anche se tuo figlio non si lamenta

Lezioni, compiti, tablet: per buona parte della giornata lo sguardo di un bambino resta su cose vicine, spesso con luce artificiale. È lo stile di vita che gli oculisti collegano alla crescita della miopia, che in Italia riguarda già oltre due milioni di ragazzi tra i 5 e i 19 anni.

Paolo Nucci, oculista pediatrico all’Università di Milano, consiglia di non aspettare che sia il bambino a dire «non ci vedo», perché la miopia può arrivare senza che se ne accorga. Durante la visita, con un collirio, l’oculista può capire se l’occhio va seguito più da vicino.

Nella vita di tutti i giorni aiutano una pausa ogni 30-45 minuti, guardando lontano, e una o due ore all’aperto. Se la miopia compare, esistono lenti pensate per rallentarla: se ne parla con l’oculista.

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Una scrivania nel pomeriggio: quaderno aperto, evidenziatore, un planner settimanale a quadretti colorati, un timer e uno zaino sulla sedia

Scuola · Medie e superiori · Approfondimento

Quando un figlio non studia, dietro può esserci altro che pigrizia

«È pigro», «se solo si impegnasse». Sono frasi che escono facili quando un figlio rimanda i compiti, o passa ore sui libri senza risultati.

Per Floriana Bitto, psicologa esperta di apprendimento, conviene partire da un’altra domanda: non perché non studia, ma che cosa gli impedisce di studiare bene. A volte è un metodo che non funziona, a volte una difficoltà a capire il testo, a volte l’ansia, con verifiche temute, sonno agitato e frasi come «tanto prendo un brutto voto».

La voglia, osserva, raramente arriva prima di cominciare: cresce quando una strategia funziona. Il genitore all’inizio aiuta a costruire una routine («da cosa pensi di partire?»), poi si fa da parte. E se ogni pomeriggio diventa uno scontro, un aiuto esterno può alleggerire tutti.

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