Kindo Oggi

Tre cose che vale la pena leggere oggi
Domenica 13 settembre 2026Italia

Oggi parliamo di spese scolastiche, dello spazio che la maternità trova al lavoro e di figli che crescono.

Scuola · Medie e superiori

Scuole paritarie: c’è un contributo per le rette dell’anno scorso

Se tuo figlio ha frequentato una scuola paritaria alle medie o nei primi due anni delle superiori, potresti recuperare una parte della spesa. Il contributo statale arriva fino a 1.500 euro per studente e la domanda va presentata entro il 21 settembre, con un ISEE non superiore a 30.000 euro.

Attenzione all’anno di riferimento: riguarda il 2025/26, quello appena concluso, non le rette che stai pagando adesso.

La richiesta si presenta online sulla Piattaforma Unica. L’importo dipende dalla fascia ISEE e dalla graduatoria; eventuali contributi regionali ricevuti per la stessa spesa vanno dichiarati. Nell’avviso del Ministero trovi i requisiti completi e le regole per sommare gli aiuti.

Fonte: avviso del Ministero dell’Istruzione, 31 luglio 2026


Anche oggi

Lavoro

Tornare dopo la maternità, senza trovare la flessibilità che serve

Come si incastrano l’orario del nido e quello dell’ufficio? Per Beatrice Baratto, 33 anni, la risposta ha comportato lasciare l’azienda in cui lavorava da sette anni.

Nella storia raccontata da Vanity Fair, Beatrice chiede una soluzione temporanea per conciliare il rientro dalla maternità con la gestione del figlio. La richiesta non viene accolta e, dopo il coinvolgimento della consigliera di parità, arriva alle dimissioni.

L’articolo mette a fuoco un aspetto concreto del rientro: poter continuare a lavorare dipende anche da quanto gli orari sono compatibili con i servizi per l’infanzia. Una questione che merita spazio quando si parla di maternità e lavoro, insieme ai congedi e ai posti al nido.

Leggi la storia su Vanity Fair

Figli che crescono · Approfondimento

A 12 e a 17 anni, l’adolescenza è diversa

La chiamiamo con una parola sola, ma l’adolescenza comprende anni molto diversi. Cambiano il corpo, il peso delle amicizie, il bisogno di autonomia e il rapporto con i genitori.

Un approfondimento di Unobravo ripercorre questi passaggi distinguendo tre fasi indicative, dagli 11 ai 20 anni. Le età aiutano a orientarsi: non sono scadenze da rispettare, perché i percorsi individuali variano.

La parte interessante è osservare come cambiano i bisogni lungo il percorso. Una richiesta di spazio, una discussione sulle regole o una confidenza che arriva meno spesso acquistano significato nel contesto di quella crescita. La lettura offre una prima mappa per capire questi cambiamenti, senza aspettarsi che tutti i ragazzi li attraversino nello stesso modo.

Leggi l’approfondimento su Unobravo